domenica 9 agosto 2015

Le cronache di Lafyen - Il risveglio delle Guardiane (Le cronache di Lafyen #1)

ASPIRANTE SCRITTRICE



Miei carissimi lettori, la mia passione per il libri è così grande, che ho deciso di scrivere non un libro, ma una saga, che ho chiamato: Le cronache di Lafyen.
Sarà composta da cinque libri più altri tre romanzi: uno spinn-off, un crossover e un prequel.
Il primo libro l'ho pubblicato su wattpad, ma verrà tolto quando verrà pubblicato da una casa editrice. Il romanzo è inoltre candidato ai The Wattys 2015. Perciò se vi è piaciuto votatelo!

TRAMA

Quando hai sedici anni i tuoi unici interessi dovrebbero essere le feste, i ragazzi e la scuola e non difendere un regno che nemmeno si conosce. Le vite di Sophie, Katherine e Diana vengono completamente stravolte quando, nel bosco, incontrano una strega che affida loro dei ciondoli che sono in grado di amplificare i loro sensi. Scoprono così di essere le Guardiane di Lafyen, un regno della regione di Tefstalia e del quale Rastus ne è il sovrano.
Ormai le giovani ragazze possono scordarsi per sempre la normalità a cui sono abituate, anche se proveranno in tutti i modi a vivere la loro vita da normali teenager. Tutto si fa più difficile quando Damien, il ragazzo più carino della scuola e cotta segreta di Katherine, inizierà ad uscire con lei. La ragazza vorrebbe rivelarle tutto, ma non può farlo, perché lo metterebbe in pericolo. Damien non sarà l’unico a far battere forte il cuore della giovane Guardiana: un altro misterioso ragazzo dai capelli del colore del sole e gli occhi blu come l’oceano entrerà improvvisamente nella sua vita.
Chi sarà mai?
Durante il campo scuola, incontreranno proprio Rastus che si mostra alquanto interessato al ciondolo della Guardiana del lupo, ossia Katherine. La scena viene guardata dal loro professore di storia, Leonardo Davis, che sembra avere anche un legame con la famiglia di Katherine, unico si usa dire…
"Ryan si gira a guardarmi. Mi volto per fissarlo anch'io. «Sei pronta principessa?» mi chiede. «Sì, parti pure» gli rispondo. In meno di trenta secondi l'auto si lascia dietro di sé casa mia. Ora mi attende solo un lungo tragitto..."
Vi lascio l'anteprima del prologo, insieme al link dove potete trovare la storia completa. 
https://www.wattpad.com/story/38489191-le-cronache-di-lafyen-1-la-saga-il-risveglio-delle
PROLOGO - LA STORIA INIZIA DA QUI
Mia madre mi ha sempre ricordato che non c'è bisogno di avere paura del buio.
Mi sono sempre ripetuta nella mente: «Avere paura non serve a niente.»
La maggior parte delle volte funziona.
La mia paura del buio è finita quando avevo sei anni, anche se alcune notti mi svegliavo a causa degli incubi. Alla fine ho accettato il fatto di fare brutti sogni. Perché in fondo sono parte di me. Inoltre, non posso permettermi il lusso che le mie migliori amiche, Diana e Sophie, vedano il mio lato debole, altrimenti potrebbero pensare che io sia una ragazzina che si spaventa per qualsiasi cosa.
Questo è quello che rimpiango. Non aver mai mostrato alle mie amiche chi sono veramente. Non ho mai pianto davanti a nessuno. Non so il motivo, forse perché ho paura di cosa gli altri possano pensare di me se mi mettessi a piangere. O forse, nessuno è veramente riuscito a farmi emozionare così tanto da farmi piangere.
«Katherine, sei sicura che il posto sia questo?» mi domanda Diana.
Mi volto di scatto a guardarla. «Stai tranquilla. Siamo quasi arrivate» le rispondo rassicurandola. Le sorrido dolcemente. Diana è come una bambina, ha bisogno di continue supervisioni di qualcuno. Forse perché sua madre è morta quando lei era ancora piccola.
Le manca una presenza materna. Anche se suo padre si è risposato, lei non ha mai accettato la sua nuova matrigna. Diana la descrive come la matrigna cattiva di Cenerentola, ma in realtà Helen è tutto il contrario.
Credo che il problema di Diana sia la sua sorellastra, Janae, la figlia di Helen. È una ragazzina davvero insopportabile, infatti evito sempre di andare a casa di Diana quando c'è anche la piccola peste. Ha tredici anni, ma si comporta come se ne avesse diciotto. È troppo precoce.
Diana non ha mai accettato il matrimonio - anche se ormai sono passati quasi cinque anni -. Mi ricordo ancora con quanta furia, quel giorno Diana è entrata in casa mia e mi ha annunciato il matrimonio di suo padre. Io le feci i migliori auguri, ma lei divenne ancora più rabbiosa. Mi disse che lei una madre ce l'aveva e che nel suo cuore non c'era posto per un'altra. Minacciò il padre di scappare di casa. Per qualche giorno rimase a dormire da me, alla fine io e mia madre la convincemmo a tornare a casa sua.
Tutto ha iniziato ad andare meglio con l'arrivo di Sophie. Si era appena trasferita dalla Florida. Legammo subito con lei. Iniziammo tutte e tre a passare molto tempo insieme. Interi pomeriggi passati al parco o nella mia stanza a giocare. Sembrano passati decenni.
Il problema è che siamo cresciute. Quest'anno andremo in secondo liceo.
«È questo il posto?» chiede ad un tratto Sophie.
«Sì, è questo» le rispondo.
«Dopo un anno non è cambiato di una virgola.»
«Hai proprio ragione» mi asseconda lei. Però sento qualcosa di strano. A distanza di un anno, qualcosa è cambiato. C'è una strana aura che avvolge questo posto.
Sento un rumore provenire dal bosco. Come se qualcuno avesse spostato le foglie.
«Avete sentito?» domando alle ragazze preoccupata.
«Cosa?» mi chiede Diana.
«Quel rumore.»
«Sarà stato qualche uccello o qualche procione. Siamo nel bosco, è normale che si sentano rumori simili. Rilassati, Kath!» mi dice Sophie tranquillizzandomi. Provo a rilassarmi, ma non ci riesco.
Perché? Provo a convincermi che è stato solo un animale a fare questo rumore.
Poso la tenda a terra ed inizio ad aprirla. Dopo dieci minuti circa finisco finalmente di montarla.
«Ci sei riuscita, finalmente» dice Diana.
«Non ci speravamo più» conclude Sophie.
«Continuate pure a prendermi in giro, tanto non m'importa» ribatto scoppiando infine a ridere.
«Conviene andare a cercare la legna per il fuoco prima che faccia buio» dico loro.
«Ma sono appena le sei di sera» ribatte Diana in modo quasi lagnoso.
«C'è un detto che dovresti conoscere anche tu!»
«Ah, sì?! E qual è?» mi domanda con aria stralunata.
La guardo esasperata. È senza speranza.
«Non fare domani quello che puoi fare oggi» le dico. «Ed ora andiamo a cercare la legna.»
Ci addentriamo nella fitta boscaglia, alla ricerca di pezzi di legna da ardere.
Camminiamo a lungo, tanto da riuscire a perdere la cognizione del tempo.
«Che ore sono?» domanda Diana tutto d'un tratto.
Sophie prende il cellulare. «Le sette meno venti» le risponde.
«Ora che abbiamo abbastanza legna da ardere, possiamo tornare verso le tende?» chiede Diana con voce tremante.
«Che c'è? Hai paura D?» le domanda Sophie mettendosi a ridere
«Non ho paura. Sono solo stanca» le risponde.
«Abbiamo raccolto abbastanza legna» dico loro.
«Menomale!» esorta Diana tirando un sospiro di sollievo.
Mentre ci incamminiamo verso l'accampamento Sophie domanda: «Cosa mangiamo?»
«Mia madre ha preparato dei sandwich» le rispondo.
«Per fortuna che c'è Elizabeth che pensa a tutto» dice Diana ironica. So che si riferisce alla sua matrigna.
Arriviamo al posto dove intendiamo campeggiare e posiamo la legna al centro delle nostre tende. Da dietro gli alberi sentiamo dei versi di alcuni animali.
«Che cos'è stato?» domanda Sophie impaurita.
«Non lo so, ma non mi piace per niente» le risponde Diana.
Ci avviciniamo l'una all'altra. Estraggo dal fodero il pugnale che mi porto dietro ogni volta che vado a fare campeggio.
Gli animali si fanno sempre più vicini.
Deglutisco a fatica. Ho il cuore in gola.
Poi improvvisamente da dietro gli alberi sbucano tre animali: un lupo, un cavallo e un leone.
Io e le ragazze ci guardiamo stupite. Un leone in mezzo al bosco. Certo che è strano. Lo è anche vedere un lupo e un cavallo, però.
Dietro di loro spunta un'altra figura. Però non è di un animale, è umana.
«Sono tuoi questi animali?» domanda Sophie.
La figura non le dà una risposta. Si avvicina sempre di più. Finché riusciamo a distinguere bene che si tratta di una donna. Ha la carnagione olivastra. Occhi grandi e marroni, che sembra ti possano leggere l'anima. La bocca grande e carnosa e una cascata di capelli castano scuro che le arrivano fino a sotto il corsetto che indossa. È vestita in un modo un po' antico. Sembra uscita da un film dell'Ottocento.
I suoi lineamenti sono così perfetti. Sembra un angelo.
«Mi dispiace molto ragazze, non era mia intenzione spaventarvi» dice.
«Chi sei?» le domanda Sophie.
«Mi chiamo Alayna, sono una strega.»
Una strega, perfetto. Questa è pazza.
«Non sottovalutarmi troppo Katherine fiammata Torres» mi rimprovera. Ha letto nella mia mente, non c'è dubbio.
«Che cosa vuoi da noi?» le domando.
Alayna mi sorride. Fa quasi paura. «Voi siete nate per svolgere una missione molto importante. I vostri cuori sono puri. I tre animali che vi sono appena apparsi saranno le vostre guide. Ascoltate i vostri cuori e scegliete la via giusta.»
«Ma che cosa significa?» le chiede Sophie confusa.
«Voi siete le Guardiane protettrici di un antico regno chiamato Lafyen. Dovete proteggerlo e riportare la pace.» risponde. Appena terminata la frase i tre animali emettono una luce bianca e splendente, tanto da farci istintivamente coprire gli occhi con le mani. Non appena li riapriamo i tre animali sono spariti. Al loro posto ci sono tre ciondoli. Si sono trasformati in dei ciondoli, pazzesco.
«Ma che diavolo...?»
«Katherine, il lupo ti guiderà nella strada che devi intraprendere. Sophie, il leone è il tuo animale, abbi fiducia in lui ed esso ti proteggerà. Diana, il cavallo ti insegnerà a fidarti di te stessa. Fidati di lui e troverai la tua forza. Voi siete le Guardiane. Il vostro compito è servire il bene. Accettate questo compito e capirete molte cose» ci dice.
La donna fa per andarsene. «Aspetta!» le urlo. «Che cosa significa?» Alayna si gira ed accenna un sorriso. «Abbi pazienza, Katherine. Presto capirai tutto» mi dice prima di sparire nella notte.
Raccogliamo i ciondoli da terra e ce li mettiamo al collo. «Che cosa facciamo adesso?» domanda Diana.
«Adesso continuiamo a vivere le nostre vite e proviamo a capirci qualcosa di quello che ci è appena successo» le rispondo.
Dopo quello che ci era successo decidemmo di tornare a casa. Raccontammo tutto ai nostri genitori. I miei, con mio grande stupore, non mi presero per matta.
Questi ciondoli hanno dei poteri speciali, perché dal momento che li abbiamo indossati hanno aumentato la nostra forza, la nostra velocità, la nostra agilità. In pratica tutto è più amplificato. Non siamo delle normali adolescenti, non più ormai.
«Dato che ora siamo speciali, dobbiamo anche darci un nome» intervengo io.
«Hai qualche idea?» mi domanda Diana.
«Che ne dite de "Le Tre sorelle X"?» domando loro.
«Ma cosa significa la x?» domanda Diana.
Sophie si volta verso di me, poi verso Diana. Alla fine scoppia a ridere. «Non ha senso questo nome.»
«Sì che lo ha. Le Tre Sorelle X!» rispondo io, formando una x con gli indici.
Spero che questa sorpresa vi sia piaciuta e noi ci vediamo con la prossima recensione. Secondo voi con quale casa editrice la pubblicherò?
XX Martina :3
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